ECONOMIA CIRCOLARE IN EUROPA: UN USO EFFICIENTE DELLE RISORSE.

Potrebbe portare entro il 2030 a risparmiare 630 miliardi di euro e ad una riduzione delle materie prime tra il 17 e il 24%.

Se ne è parlato ieri a Cremona in occasione di BioEnergy Italy, in programma fino al 27 febbraio: un vero e proprio laboratorio per analizzare le potenzialità legate alla bioeconomia.

Entro il 2020 i rifiuti saranno gestiti come una risorsa. La tabella di marcia che l’Europa si è data per lo sviluppo dell’Economia Circolare è ambiziosa. E l’Europa è l’unico continente al mondo – come ha sottolineato Ruggero Targhetta, presidente Euris, intervenuto al convegno in programma a Bioenergy Italy (CremonaFiere 25-27 febbraio) “Economia circolare applicata all’impresa agricola” – impegnato nella realizzazione di una vera e propria sfida, quella di preservare il valore aggiunto dei prodotti il più a lungo possibile, eliminando virtualmente i rifiuti.

Un progetto in cui il settore agrozootecnico si inserisce con un ruolo da vero protagonista. Una provincia con una vocazione agricola così spiccata come quella di Cremona, dove comunque esistono altre rilevanti realtà industriali, ha saputo cogliere immediatamente l’importanza di questo tema e grazie alla lungimiranza di alcuni imprenditori, prima fra tutti Susanna Larocca, ha dato vita a Rete d’impresa Cremona 2050, al cui interno si contano 20 aziende consorziate (11 industriali e 9 agricole) impegnate a sviluppare progetti innovativi finalizzati allo sviluppo della cosiddetta Economia Circolare.

Il mondo industriale e quello agricolo posso lavorare insieme per lo sviluppo dell’Economia circolare, favorendo più reddito e occupazione

“Esistono numeri che da soli fanno capire l’importanza di questo tema – ha spiegato nel suo intervento Larocca. Infatti, è stato calcolato che un uso efficiente delle risorse, da qui al 2030, può portare a livello europeo ad una riduzione delle materie prime compresa tra il 17 e il 24%, con un risparmio di circa 630 miliardi di euro e la creazione di non meno 180mila posti di lavoro. Si fa presto a capire che l’Economia circolare, inserita nel più ampio concetto di Bioeconomia, potrebbe dare un grosso impulso all’economia europea per uscire dall’attuale situazione di stallo in cui si trova”. Riuso degli scarti agricoli allora, lotta agli sprechi alimentari, che secondo i dati forniti da Susanna Larocca in Europa, ogni anno, ammontano a 90 milioni di tonnellate, pari a 180kg/procapite, ma anche risparmio sui fertilizzanti chimici, aumento della produttività, del reddito agricolo e dell’energia pulita, e riduzione delle emissioni di gas serra e dell’impatto ambientale.

Emblematico a questo riguardo il progetto presentato dal Consiglio per la ricerca in agricoltura di Porcellasco (Cremona) che ha già superato positivamente la prima valutazione europea. “Pur non potendo illustrarlo nei dettagli perché a Bruxelles l’analisi non è ancora terminata – ha spiegato Giacomo Pirlo del Cra – posso sottolineare gli obiettivi di questo lavoro: ottimizzazione della digestione anaerobica dello stocco di mais attraverso un pretrattamento e spandimento del digestato sfruttando l’agricoltura di precisione. Un processo da cui contiamo di ottenere buoni risultati in termini di minor uso di concimi, minore acidificazione ed eutrofizzazione, minori emissioni gassose e miglioramento del reddito aziendale”.

L’Europa mette a disposizione degli Stati membri un ingente dotazione finanziaria per la realizzazione di progetti innovativi

Imponenti le risorse messe a disposizione dall’Europa per lo sviluppo dell’Economia circolare. “Per l’Italia sono disponibili 44 miliardi di euro – ha affermato Ruggero Targhetta – a cui se ne aggiungono 20 di cofinanziamenti. Quindi la Bioeconomia, l’Economia circolare, non è un problema di risorse bensì di idee, di progetti, di iniziative che vanno elaborate per inserirsi nelle 3 linee di intervento previste dal programma europeo che riguardano le strategie per far emergere questo settore: progettazione e innovazione al servizio dell’Economia circolare e sblocco degli investimenti attraverso nuovi strumenti finanziari”. Il pacchetto legislativo esistente in materia di rifiuti è peraltro chiaro e prevede che da qui al 2030 i rifiuti urbani diminuiscano del 70%, così come gli imballaggi riciclati arrivino a una percentuale non inferiore all’80%, mentre non dovranno più andare in discarica i rifiuti riciclabili e quelli alimentari dovranno ridursi del 30% entro il 2025.

RIVESTIRE I FILI D’ACCIAIO CON POLIAMMIDE 6: UN PROGETTO ECOSOSTENIBILE

Gruppo Maccaferri e RadiciGroup presentano Life.Inn.Pro.Wire: il progetto pilota che ha ottenuto il finanziamento Europeo Life+: saranno realizzati per opere ambientali , fili d’acciaio rivestiti in PA6 invece che in PVC.

(Articolo estratto dalla rivista “La plastica oggi e domani” n.4 Nov/Dic 2014)

Due grandi gruppi industriali italiani si alleano per un progetto ecosostenibile, nell’ambito di un programma di finanziamento europeo per le iniziative ambientali. Il Gruppo Maccaferri, protagonista nell’ingegneria e nelle opere ambientali civili, e RadiciGroup, con la sua area dedicata alle materie plastiche, metteranno a punto un processo innovativo e di basso impatto sull’ambiente per la produzione di fili d’acciaio utilizzati in strutture di protezione e contenimento. Si tratta di Life-Inno.Pro.Wire, un progetto pilota interamente Made in Italy, che ha ottenuto il finanziamento della Commissione europea nell’ambito del programma Life+, lo strumento finanziario europeo dedicato all’ambiente. Life-Inno.Pro.Wire si propone di elaborare un processo innovativo e di minore impatto ambientale per la produzione di fili di acciaio estrusi utilizzati per la realizzazione di strutture protettive e di contenimento in rete metallica.L’aspetto di innovazione sostenibile di questo progetto è legato all’utilizzo di poliammide 6 (tecnopolimeri di PA6 a marchio Radilon®) come valida alternativa al PVC per il rivestimento dei fili di acciaio. (…)

Lo scorso 29 ottobre, nella sede del Gruppo Maccaferri a Bologna, in occasione di un kick off meeting – dal titolo “Processi innovativi con nuovi rivestimenti polimerici per fili d’acciaio eco-sostenibili” – è stato presentato il progetto Life-Inno.Pro.Wire. A introdurre l’incontro, descrivendo le opportunità e gli sviluppi del programma, è stato Ruggero Targhetta, il neo-presidente di Euris (European Reasearches Investmentes Services), società che mette in contatto le aziende innovative e i loro territori con le opportunità offerte dall’Ue: “Questo progetto rappresenta bene la strategia europea. Dal 2010, in particolare, Bruxelles ha individuato alcuni temi internazionali attorno a cui si gioca il futuro del continente. Tra questi, la mancanza di manodopera specializzata, la sfida tecnologica, l’ambiente, le risorse alimentari, la carenza di materie prime, l’energia e l’acqua”. Lo sfondo lungo il quale si muovono questi temi è quello dell’industria sostenibile e della strategia europea 20-20-20: riduzione entro il 2020 dei gas a effetto serra e dei consumi energetici del 20%, e soddisfazione del 20% del fabbisogno energetico con le fonti rinnovabili. “Questa strategia si basa sulla crescita intelligente, sulla conoscenza dei processi, sull’uso sostenibile ed efficiente delle materie prime. Una crescita che deve essere ‘inclusiva’, senza scompensi fra i diversi territori”, ha detto Targhetta, che invita a non essere pessimisti e a guardare “i tanti risultati raggiunti in Europa sui temi dell’ambiente, a partire dalla responsabilità nella produzione e gestione dei rifiuti e nell’adozione di tecnologie adeguate. La Commissione europea ha fissato gli obiettivi per il 2030: -40% di emissioni, -27% di consumi energetici, 27% di energie rinnovabili”, ha ricordato il presidente di Euris, sottolineando infine che un’altra grande sfida riguarderà “l’economia circolare e il riuso delle materie prime”. (…)

EIBI — Quarta edizione del Torneo dell’Innovazione sociale

L’Istituto BEI organizza la quarta edizione del Torneo dell’Innovazione sociale.

Il Torneo dell’Innovazione sociale, creato dall’Istituto BEI nel 2012, è l’iniziativa faro del suo Programma sociale. Lo scopo del Torneo è far scaturire idee innovative, identificare e riconoscere quelle opportunità che possono dar adito a considerevoli benefici per la società o che dimostrano l’uso delle migliori pratiche con risultati concreti e tolleranti ai cambiamenti di scala. Il suo obiettivo è creare valore sociale nell’ambito della lotta contro l’esclusione sociale. In tal senso si rivolge a progetti provenienti da un ampio spettro di settori, dall’istruzione alla sanità così come l’ambiente naturale e urbano, che fanno appello a nuove tecnologie, nuovi sistemi e nuovi processi. I miglioramenti in questi campi sono fondamentali per il successo delle imprese, e l’innovazione sociale potrebbe comportare un sostanziale impatto sociale. Con l’introduzione di un Premio per la Categoria speciale nel 2013, ogni anno verrà data particolare importanza ad un settore specifico. Il Premio per la Categoria speciale del 2015 sarà assegnato a progetti che trattano il tema delle pari opportunità, e in particolare quelli che s’interessano alle persone con disabilità.

Per saperne di più sull’edizione 2015 del Torneo dell’innovazione sociale, consultare il sito web del Torneo all’indirizzo:

http://institute.eib.org/programmes/social/social-innovation-tournament/

PERIFERIE: IN ARRIVO I NUOVI FONDI DEL PIANO NAZIONALE PER LA RIQUALIFICAZIONE SOCIALE E CULTURALE DELLE AREE URBANE DEGRADATE

Sono destinati ai Comuni italiani, i 200 milioni di euro stanziati dalla legge di stabilità 2015 per finanziare “progetti di riqualificazione costituiti da un insieme coordinato di interventi diretti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale”.
Entro il 30 giugno 2015, i comuni interessati devono trasmettere i progetti alla Presidenza del Consiglio dei ministri, secondo le modalità e la procedura stabilite con apposito bando.
I progetti saranno selezionati in base ai seguenti criteri:
1) la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale;
2) il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale, anche mediante interventi di ristrutturazione edilizia, con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi sociali ed educativi e alla promozione delle attività culturali, didattiche e sportive;
3) la tempestiva esecutività degli interventi;
4) la capacità di coinvolgimento di soggetti e finanziamenti pubblici e privati e di attivazione di un effetto moltiplicatore del finanziamento pubblico nei confronti degli investimenti privati.

Per informazioni e supporto, puoi contattarci ai seguenti recapiti:
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NUOVA “LEGGE SABATINI” PER LE MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE

La legge di stabilità 2015 raddoppia, incrementando le risorse 2,5 a 5 miliardi di euro, il plafond massimo della provvista che la Cassa depositi e prestiti può mettere a disposizione delle banche per concedere contributi in conto interessi sul finanziamento delle piccole e medie imprese che vogliono effettuare investimenti per l’acquisto, anche tramite leasing, di macchinari, impianti, attrezzature ad uso produttivo, beni strumentali d’impresa.

 

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ESONERO DAI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI PER LE NUOVE ASSUNZIONI DEL 2015

La legge di stabilità 2015 prevede che ai datori di lavoro privati – escluso il settore agricolo – che effettuano nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato (sono però esclusi i contratti di apprendistato e i contratti di lavoro domestico) dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, sia riconosciuto, per un periodo massimo di trentasei mesi, l’esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali (INAIL escluso) per un importo massimo di 8.060 euro all’anno, per dipendente.

 [Fonte: articolo 1, comma 118 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015)”]

 

 

RISORSE PER LA DIGITALIZZAZIONE DELLA TUA IMPRESA

Un apposito fondo sostiene la tua impresa, se si unisce in ATI o in RTI ad altre imprese, per l’acquisto di tecnologie digitali, anche per il commercio elettronico. Condizioni per l’accesso ai finanziamenti statali è che l’impresa sia costituita da almeno 15 individui. Ai contributi possono accedere anche le reti di impresa che, nel programma comune di rete, prevedono lo sviluppo di attività innovative.

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DAL 1 GENNAIO 2015 PARTONO LE NUOVE AGEVOLAZIONI FISCALI PER LE SPESE IN RICERCA E SVILUPPO

Tutte le imprese, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore economico o dal regime di contabilità che adottano, hanno diritto ad usufruire di un credito di imposta del 25% delle spese per attività di ricerca e sviluppo, sostenute a partire del 1 gennaio 2015 e fino al 31 dicembre 2019, quali, ad esempio: personale qualificato; strumenti e attrezzature di laboratorio; contratti con università e centri di ricerca; consulenze di esperti esterni o acquisizione di licenze e brevetti.

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Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo 2015-2019

Art. 7 del disegno di legge di stabilità 2015

Il disegno di legge di stabilità 2015 ridefinisce il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo, modificandone, in particolare, la misura, la decorrenza, la platea dei beneficiari, nonché prevedendo una maggiorazione premiale dello stesso per alcune spese.
Il disegno di legge è all’esame del Parlamento e sarà approvato entro l’anno.

  1. Beneficiari del credito di imposta
    Tutte le imprese indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano, nonché dal regime contabile adottato.
  2. Attività oggetto del credito di imposta
    Sono ammissibili al credito d’imposta le seguenti attività di ricerca e sviluppo:
    a) lavori sperimentali o teorici svolti aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette;
    b) ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, ad esclusione dei prototipi di cui alla lettera c);
    c) acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida;
    d) produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.
  3. Attività escluse dal credito di imposta
    Non si considerano attività di ricerca e sviluppo le modifiche ordinarie o periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti.
  4. Spese ammissibili per determinare il credito di imposta
    Sono ammissibili le spese incrementali sostenute rispetto alla media degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo realizzati dall’impresa nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.
    Per le imprese in attività da meno di tre periodi di imposta, la media degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo da considerare per il calcolo della spesa incrementale è quella risultante dagli investimenti realizzati dal periodo decorrente dalla costituzione delle stesse.
    Ai fini della determinazione del credito d’imposta sono ammissibili le spese relative a:
    a) personale altamente qualificato impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, in possesso di un titolo di dottore di ricerca, ovvero iscritto ad un ciclo di dottorato presso una università italiana o estera, ovvero in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico, come da classificazione Unesco Isced (International Standard Classification of Education) o di cui all’allegato 1 del disegno di legge;
    b) quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo risultante dall’applicazione dei coefficienti stabiliti con decreto del Ministro delle finanze del 31 dicembre 1988, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo e comunque, con un costo unitario non inferiore a 2 mila euro, al netto di IVA;
    c) spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca ed organismi equiparati, e con altre imprese, comprese le start-up innovative, di cui all’articolo 25 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221;
    d) competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale anche acquisite da fonti esterne.
    Sono ammissibili anche le spese sostenute dalle imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di un collegio sindacale per l’attività di certificazione contabile richiesta dal provvedimento, entro il limite massimo di euro 5 mila.
  5. Periodo di ammissibilità
    Sono ammissibili le spese sostenute a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019.
  6.  Misura ordinaria del credito di imposta
    Il credito di imposta è pari al 25% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in ricerca e sviluppo realizzati nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.
  7. Misura premiale del credito di imposta
    Per le spese relative a personale altamente qualificato e ai contratti di ricerca [lettere a) e c) del precedente punto n. 4], il credito di imposta spetta nella misura del 50% delle medesime.
  8. Limiti
    Il credito d’imposta è riconosciuto fino ad un importo massimo annuale di euro 5 milioni per ciascun beneficiario, a condizione che siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a euro 30 mila.
  9.  Certificazioni delle spese sostenute ai fini dei controlli ex post
    I controlli sulla regolare fruizione del credito di imposta saranno svolti sulla base della apposita documentazione contabile certificata dal soggetto incaricato della revisione legale o dal collegio sindacale o da un professionista iscritto nel registro della revisione legale, che deve essere allegata al bilancio.
    Anche le imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di un collegio sindacale sono comunque tenute ad avvalersi della certificazione di un revisore legale dei conti o di una società di revisione legale dei conti, ma è loro consentito di poter considerare le spese all’uopo sostenute, entro il limite massimo di euro 5 mila, tra quelle ammissibili ai fini della determinazione del credito d’imposta.
    Le imprese con bilancio certificato sono esentate da questi obblighi.
  10. Cumulabilità
    Il credito di imposta, così concepito, sembra non essere un aiuto di Stato alle imprese e, pertanto, potrebbe risultare cumulabile con altre agevolazioni nazionali e/o unionali.