RIVESTIRE I FILI D’ACCIAIO CON POLIAMMIDE 6: UN PROGETTO ECOSOSTENIBILE

Gruppo Maccaferri e RadiciGroup presentano Life.Inn.Pro.Wire: il progetto pilota che ha ottenuto il finanziamento Europeo Life+: saranno realizzati per opere ambientali , fili d’acciaio rivestiti in PA6 invece che in PVC.

(Articolo estratto dalla rivista “La plastica oggi e domani” n.4 Nov/Dic 2014)

Due grandi gruppi industriali italiani si alleano per un progetto ecosostenibile, nell’ambito di un programma di finanziamento europeo per le iniziative ambientali. Il Gruppo Maccaferri, protagonista nell’ingegneria e nelle opere ambientali civili, e RadiciGroup, con la sua area dedicata alle materie plastiche, metteranno a punto un processo innovativo e di basso impatto sull’ambiente per la produzione di fili d’acciaio utilizzati in strutture di protezione e contenimento. Si tratta di Life-Inno.Pro.Wire, un progetto pilota interamente Made in Italy, che ha ottenuto il finanziamento della Commissione europea nell’ambito del programma Life+, lo strumento finanziario europeo dedicato all’ambiente. Life-Inno.Pro.Wire si propone di elaborare un processo innovativo e di minore impatto ambientale per la produzione di fili di acciaio estrusi utilizzati per la realizzazione di strutture protettive e di contenimento in rete metallica.L’aspetto di innovazione sostenibile di questo progetto è legato all’utilizzo di poliammide 6 (tecnopolimeri di PA6 a marchio Radilon®) come valida alternativa al PVC per il rivestimento dei fili di acciaio. (…)

Lo scorso 29 ottobre, nella sede del Gruppo Maccaferri a Bologna, in occasione di un kick off meeting – dal titolo “Processi innovativi con nuovi rivestimenti polimerici per fili d’acciaio eco-sostenibili” – è stato presentato il progetto Life-Inno.Pro.Wire. A introdurre l’incontro, descrivendo le opportunità e gli sviluppi del programma, è stato Ruggero Targhetta, il neo-presidente di Euris (European Reasearches Investmentes Services), società che mette in contatto le aziende innovative e i loro territori con le opportunità offerte dall’Ue: “Questo progetto rappresenta bene la strategia europea. Dal 2010, in particolare, Bruxelles ha individuato alcuni temi internazionali attorno a cui si gioca il futuro del continente. Tra questi, la mancanza di manodopera specializzata, la sfida tecnologica, l’ambiente, le risorse alimentari, la carenza di materie prime, l’energia e l’acqua”. Lo sfondo lungo il quale si muovono questi temi è quello dell’industria sostenibile e della strategia europea 20-20-20: riduzione entro il 2020 dei gas a effetto serra e dei consumi energetici del 20%, e soddisfazione del 20% del fabbisogno energetico con le fonti rinnovabili. “Questa strategia si basa sulla crescita intelligente, sulla conoscenza dei processi, sull’uso sostenibile ed efficiente delle materie prime. Una crescita che deve essere ‘inclusiva’, senza scompensi fra i diversi territori”, ha detto Targhetta, che invita a non essere pessimisti e a guardare “i tanti risultati raggiunti in Europa sui temi dell’ambiente, a partire dalla responsabilità nella produzione e gestione dei rifiuti e nell’adozione di tecnologie adeguate. La Commissione europea ha fissato gli obiettivi per il 2030: -40% di emissioni, -27% di consumi energetici, 27% di energie rinnovabili”, ha ricordato il presidente di Euris, sottolineando infine che un’altra grande sfida riguarderà “l’economia circolare e il riuso delle materie prime”. (…)

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